Teofilo. Ma se l’anima, appunto perchè è nel tutto, si trova altresì nelle parti, perchè non volete ch’ella parimenti esista nelle parti delle parti?

Diosono. Acconsento, ma solo nelle parti delle cose animate.

Teofilo. Quali sono le cose non animate o che non fanno parte di cose animate?

Diosono. Forse non ne abbiamo assai sotto gli occhi? Tutte quelle che non hanno vita.

Teofilo. E quali sono le cose che non hanno vita, o almeno un principio vitale?

Diosono. Insomma volete voi che ogni cosa abbia un’anima ed un principio vitale?

Teofilo. Ciò appunto pretendo.

Polinio. Dunque un corpo morto ha un’anima? dunque le mie maniche, le mie pianelle, gli stivali, gli speroni, l’anello, le forme delle mie scarpe saranno animate? la mia zimarra, il mio tabarro animati?

Teofilo. Io dico che la tavola come tavola non è animata, nè l’abito come l’abito, nè il cuojo come cuojo, nè come bicchiere il bicchiere; ma che, come cose naturali e composte, hanno in sè la materia e la forma: per piccola e grama che sia una cosa, essa contiene una parte della sostanza spirituale, la quale, ove il soggetto si trovi disposto, si estende in modo da diventare una pianta o un animale, e riceve le membra d’un corpo qualunque di quelli che comunemente si chiamano animati: perchè l’anima si trova in tutte le cose, e non v’ha il menomo corpuscolo che non ne contenga la sua porzione.

Polinio. Ergo quiquid est, animal est.