[249]. I Solari son molto sani, e Campanella indica i rimedj con cui s’ajutano. «Sanano le quartane incutendo improvvise paure, o trattandole con erbe d’indole opposta alla quartana, o con altre simili cose. Uno studio maggiore pongono a guarire le febbri continue e sforzansi d’arrestarle studiando le stelle e le erbe, e levando preghiere al cielo. Il morbo sacro combattono con preghiere, indi rinvigorendo il sistema nervoso del capo mediante sostanze acide od eccitanti».
[250]. «Fu ad istanza del Sancez fiscale (che andò a Roma personaliter per tal licenza) tormentato quarant’ore di funicelli usque ad ossa, legato nella corda colle braccia torte, pendendo sopra un legno tagliente e acuto, che si dice la viglia; li tagliò di sotto una libbra di carne, e molta poi n’uscio pesta e infracidata; e fu curato per sei mesi con tagliarli tanta carne, e n’uscir più di quindici libbre di sangue delle vene e arterie rotte... nè confessò eresia nè ribellione, e restò per pazzo, non finto, come dicono». Narrazione attribuita al Campanella.
Nei Secreti del senato veneziano è notato come nel 1593 frà Giordano Bruno sia stato rimesso da Venezia al Sant’Uffizio di Roma, e nel 1594 frà Tommaso Campanella, Giambattista Clario da Udine e Ottavio Longo da Barletta, carcerati in Padova.
Io nacqui a debellar tre mali estremi,
Tirannide, sofismi, ipocrisia;
Eletto sasso
A franger l’ignoranza e la malizia;
Stavano tutti al bujo, io accesi un lume.
Poesie filosofiche, pag. 26, 141, 116. Tra le sue lettere vi sono confessioni esplicite d’ortodossia, e dice che il dogma della predestinazione «fa li principi cattivi, li popoli sediziosi e li teologi traditori».