La soggettività della sensazione era stata predicata da Galileo nel Saggiatore, dicendo: — Che ne’ corpi esterni, per eccitare in noi i sapori, gli odori e i suoni, si richiegga altro che grandezze, figure, moltitudini e movimenti tardi e veloci, io non lo credo; e stimo che, tolti via gli orecchi, le lingue e i nasi, restino bene le figure, i numeri e i moti, ma non già gli odori nè i sapori nè i suoni, li quali fuor dell’animale vivente, non credo che sien altro che nomi, come appunto altro che nome non è il solletico e la titillazione, rimosse le ascelle e la pelle intorno al naso».
[255]. Vedi la Scrittura di Marco Foscarini circa le franchigie concesse agli ambasciadori esterni residenti presso la repubblica di Venezia, 1725.
[256]. Della perfezione della vita civile, lib. III. p. 134.
[257]. Non lo nomina; ma ciò professa negli Uffizj del Cardinale, lib. I, p. 64.
[258]. «Ricercandosi due cose per la propagazione dei popoli, la generazione e l’educazione, sebbene la moltitudine de’ matrimonj ajuta forte l’una, impedisce però pel sicuro l’altra».
[259]. La sua Ragion di Stato fu tradotta in tutte le lingue. L’opera sulla Grandezza della città fu volta in inglese il 1635. Delle sue Relazioni universali è un estratto la Politia regia di Reifenberg: e la Politica tratta dalla sacra Scrittura di Bossuet fu forse ispirata dalla sua Regia sapientia.
[260]. Relazione della repubblica veneziana, 1605.
[261]. Soltanto pel Milanese citiamo le voluminose opere del Somaglia, dell’Opizzoni, del Piazzoli, del Tridi.
[262]. Zecca in consulta di Stato; Trattato mercantile della moneta.
[263]. Pubblicati al fine del vol. I della Storia dei municipj italiani del Giudici.