[264]. De re militari et bello tractatus, divisus in partes II, in quo, præter ea quæ de re militari tractantur, obiter multa quæ ad civilem administrationem pertinent attinguntur, omnibus judicibus apprime necessarius. Fu ristampato nel tom. XVI della gran collezione dei Tractatus juris universi.
[265]. Maffei, Verona illustrata, part. II. 312.
[266]. Vedi Lanza, Considerazioni sulla storia di Sicilia, p. 142.
[267]. Memorie della Sicilia; Historiæ Saracenosiculæ varia monumenta; Bibliotheca historiæ Siciliæ.
[268]. Il Pignoria, 18 luglio 1614, dice: — A scrivere istoria ci vuol altro che vivacità di cervello; e il padre Bzovio averà ben che che fare a continuare Baronio, nel quale longe erit a primo quisque secundus erit».
[269]. Abbiamo pure Guerra della Germania inferiore di Geronimo Conestaggio genovese, 1634; Impresa di Fiandra di Alessandro Farnese di Cesare Campana, 1595; ecc.
[270]. La reputazione del Gemelli Carreri fu rivendicata in un’appendice al tom. XIII della traduzione dei Viaggi intorno al mondo del Berenger, Venezia 1795; poi più estesamente da Ignazio Ciampi nel Filodrammatico, giornale di Roma del 1858.
[271]. Quest’asserzione proviene dall’elogio di Fontenelle, ed è ripetuta generalmente, pure fin la Biographie universelle conviene dei meriti anteriori del Riccioli. Le carte di Delisle comparvero nel 1699: nel 1661 l’opera del Riccioli. Questo pone tra Gibilterra e Gerusalemme la differenza di 47° 37′, che sotto quel parallelo valgono 714 leghe marine, ossiano 983 leghe da 20 al grado. Invece non è che di 40° 25′ 40″, equivalenti a 606 leghe marine, o 848 comuni. Si levino 11 leghe che sono da Gerusalemme a Giaffa, presa per l’estremità orientale del Mediterraneo, e si avranno 882 leghe secondo il Riccioli, e 837 al vero.
[272]. In una del 1580 da Lisbona loda infinitamente le qualità della pietra bazar, cioè del belzoar, che si sa essere una concrezione intestinale; e come operi prodigi per far uscire le petecchie, provocando sudore e secrezioni, e guarisca della peste per testimonianza di Galeno, degli Arabi e di Alberto, sebbene egli non possa capacitarsi come ciò avvenga, atteso che la peste è corruzione, e la corruzione è mancamento del calore innato nell’umidità; mentre quelle pietre sono fredde e secche di complessione, sicchè non possono ristaurar il calore. D’esso bazar usano in polvere pigliandone tre o quattro grani, con acqua di rose, o la mettono nelle posteme velenose; legate in oro le portano al collo come virtuose più della brettonica per cacciar la melanconia, guardar da veleni, ecc. E dall’India e dal Portogallo spedisce ogni tratto pietre e legni di specifica meraviglia, per tornar il latte alle donne, per chetare l’epilessia, ecc.
[273]. «La lingua in sè è dilettevole e di bel suono, per i molti elementi ch’egli hanno fino a cinquantatre, dei quali tutti rendon ragione, facendoli nascere tutti dai diversi movimenti della bocca e della lingua... In quella sono molti de’ nostri nomi, e particolarmente de’ numeri il 6, 7, 8 e 9, Dio, serpe, et altri assai...».