Il conte di Cobentzel, nel novembre 1799, rispondeva al conte Panin ministro russo: — Come potrebbe esigersi in cessione delle tre Legazioni, che nel trattato di Tolentino furono annesse alla repubblica Cisalpina da noi conquistata? È un giusto compenso delle spese di guerra. Io non dubito che la mia Corte non renda il Piemonte al re di Sardegna; ma Alessandria e Tortona, che furono già coll’armi staccate dal Milanese, devono per l’armi ancora tornare alla dominazione austriaca». Vedi anche l’Histoire des cabinets de l’Europe pendant le Consulat et l’Empire, par Armand Lefèvre, 1840.

[54]. La rivoluzione aveva divorato tre bilioni di proprietà del clero, cinque bilioni di proprietà degli emigrati; gli argenti e le campane e le gioje delle chiese, i beni della Corona; imposte infinite, tasse e prestiti forzosi, creato assegnati per 33,430 milioni: dall’89 al 98 aveva speso novantasei bilioni, oltre cinquanta bilioni a cui era fallita nel 97, e quando Napoleone, reduce d’Egitto, volea mandar un messaggiere in Italia, non trovò nell’erario millecinquecento franchi da ciò.

[55]. Esiste il conto originale delle spese sostenute nel 1436 per condurre una grossa bombarda ed altre artiglierie per l’assedio di Chivasso, traverso al gran Sanbernardo. Cibrario, Memorie di Savoja, 350.

[56]. Il generale Soult assicura che, alla battaglia della Moglia fra gli Appennini, i suoi soldati privi di pane e di munizioni, si buttavano sui cadaveri degli Ungheri e li mangiavano. Mémoires, tom. III. p. 51.

[57]. Ho sempre creduto della massima inutilità alla storia le descrizioni di battaglie. I lettori ordinarj non capiscono; i militari non imparano, e ricorrono alle opere speciali. D’altra parte una battaglia succeduta sotto gli occhi nostri, nel maggior profluvio delle gazzette, dei bullettini, delle memorie, è narrata diversissimamente dai diversi: e senza citare il Botta, chi l’abbia letta in Thiers, che pur vanta aver avuto alla mano i più preziosi documenti, stupisce di trovarla affatto differente in due generali che vi presero parte, Marmont e Soult. Qui come altrove noi crediamo bene cercar le cause, abbreviare le particolarità, e affrettarsi alle conseguenze.

Il sepolcro di Dessaix all’ospizio del gran Sanbernardo è opera di Moitte, morto il 1810; e lo rappresenta in atto di cader morto dal cavallo, sostenuto dal colonnello Lebrun. Bourienne confessava che le circostanze della morte di esso e il discorso messogli in bocca, gli erano stati dettati da Napoleone; e che in realtà nessun lo vide o lo udì in quella confusione. Era romanzesco pure il bullettino quando gli faceva dire: — Andate a riferire al primo console che muojo col dispiacere di non aver fatto quanto basti per vivere nella posterità».

[58]. Ercole Rinaldo, ultimo duca di Modena, moriva a Treviso il 14 ottobre 1803.

[59]. Proclama del 1º gennaio 1801.

[60]. Almanach catholique pour 1801.

[61]. Mentre il conclave eravi adunato, morì il patriarca Giovanelli, sant’uomo, ed ebbe insigni esequie. Alla chiesa di San Giorgio, nel cui convento s’eran accolti i cardinali, il nuovo papa regalò magnifici candellieri, che poi il Governo d’Italia portò via per ornare la cappella reale di Milano.