[114]. Tra il resto, imponeva ai vescovi un giuramento di fedeltà al re, sino ad obbligarsi di denunziare chi sapessero far trame contro di esso. È il giuramento che si usa ancora.

[115]. «Intanto innumerevoli spie son qui mantenute, e tutta Roma, tutto lo Stato Pontifizio sono in preda alle loro calunnie; il palazzo apostolico n’è assediato, come fosse un castello munito». Nota del Consalvi a Talleyrand, 1805.

[116]. Lettera da Monaco, 7 gennajo 1806.

[117]. Nella vita del cardinale Fesch, scritta dall’abate Lyonnet, viene raccontato che un Marseria côrso, emissario del ministro inglese Pitt, venne ad esortar Napoleone primo console a riconciliarsi con Inghilterra, e insieme dare a questa la pace interna col far abbracciare il protestantismo alla Francia. Napoleone avrebbegli risposto che, quanto alle cose del mondo, fidava nella propria spada; delle cose del cielo toccava a Roma sola il decidere: che del resto una religione non può crearsi se non montando al Calvario, e ch’egli non avea di tali voglie.

[118]. Napoleone scriveva al vicerè: J’ai lu votre lettre au pape. Elle m’a paru fort bien; mais je doute qu’elle produise quelque chose, car ces gens-là sont ineptes au delà de ce qu’on peut imaginer. Toute réflexion faite, je n’écrirai pas au pape. Je ne veux pas me jeter dans les tracasseries avec ces nigauds. Le plus court c’est de s’en passer.

[119]. Di Venezia fu nominato patriarca nel 1811 Stefano Bonsignori, già vescovo di Faenza, ma fu considerato come intruso; e quando nel 1814 cessò di essere amministratore capitolare, vennero sottoposti a penitenza quanti da lui aveano avuto il presbiterato; a otto giorni di esercizj spirituali quelli da lui promossi agli ordini maggiori, a tre giorni quelli ai minori.

[120]. Lettera di Talleyrand al legato Caprara, 28 aprile 1806.

[121]. Il Borghese, benchè cognato dell’imperatore, negava cederla, perchè fedecommessagli; alfine acconsentì, comprendendovi pure i Monumenti Gabinj: e malgrado la protesta del Governo romano, furono spediti a Parigi ducencinquantacinque capi d’arte; pagati quattordici milioni inscritti sul gran libro, o piuttosto ciuquecentomila lire di rendita, a quanto si disse. Caduto Napoleone, il principe li reclamò; ma Luigi XVIII non volle rescinder il contratto, e rimasero in Francia.

Dicono che Paolina Borghese posasse avanti il Canova; e avendo una sua damigella esclamato, — Come! gli steste davanti così nuda?» essa rispose: — Oh, ma la stanza era calda». I nostri padri la vedeano talora comparire ad un ballo con un gran manicotto di famosissimo pelo, ed ivi gettarlo a terra per posarvi i piedi. Delle satire de’ Romani contro di lei alcune sono sanguinose come quella: Dos ficta, facies picta, v.... refricta, e in occasione dei restauri alle ville Borghesi: Paulus struxit, Paulina destruxit.

[122]. Napoleone ad Eugenio il 16 agosto 1807: Le pape est résolu de m’envoyer le cardinal Litta. Nous verrons ce que ces gens-là veulent faire. Le cardinal Litta est un des plus mauvais hommes du sacre Collège. Il passera par Milan. Il faut que le vieux Litta le tance fortement comme chef de la famille, lui disant qu’ils sont des....; qu’ils veulent perdre leur temporel: que ce n’est pas le pape qu’on accusera, mais que le blâmes des hommes sensés en tombera sur les cardinaux qui le conseillent si mal.