[141]. La reggenza del Governo provvisorio.
Le armate delle alte Potenze coalizzate entrano nel territorio italiano; vogliono l’ordine e la felicità della nazione. Italiani, voi avete sviluppato il nobile carattere vostro; ed il generale sentimento dell’amore per la patria ha escluso la possibilità di opposti partiti. L’interesse privato è intieramente dimenticato da ciascuno di voi; il riposo, la tranquillità, la brama d’un saggio Governo indipendente stanno fissi nel cuore di tutti; nè vi è Italiano, il quale non senta il bisogno d’un nuovo ordine di cose.
Le alte Potenze coalizzate non ad altro fine hanno impugnate le armi se non per il bene de’ popoli, nè giammai si è combattuto con principj più virtuosi...
Secondate, o Italiani, queste benefiche sovrane intenzioni; accogliete come veri liberatori i militari che hanno esposti se stessi per il vostro bene, accoglieteli coll’affettuosa ospitalità a loro dovuta. Il trasporto della pubblica esultanza sia vivace, ma tranquillo e dignitoso...
La reggenza conscia delle intenzioni dei nostri liberatori, è persuasa che la dovuta riconoscente accoglienza della capitale sarà di nobile esempio a tutto il regno. Milano, 27 aprile 1814.
Verri presidente--Giulini Giorgio — Borromeo Giberto — Mellerio Giacomo — General Pino — Mazzetta Giovanni — Strigelli segretario.
La reggenza del Governo provvisorio.
La rappresentanza nazionale ha esternato il suo voto per l’indipendenza del regno d’Italia, e per una costituzione, le cui basi liberali saggiamente contrabbilancino i rispettivi poteri.
I desiderj del popolo italiano non potevano non esser conformi al principio, che l’indipendenza è il primo bene e la principale sorgente della felicità di uno Stato. La deputazione, al cui patrio zelo la reggenza ha confidato il sacro deposito dei voti della nazione, gli avrà già manifestati alle alte Potenze alleate.
Spagna, Francia, Olanda attestano nei trasporti della loro riconoscenza che la magnanimità delle alte Potenze alleate ha sostituito, con nuovo genere di trionfo, alla sanguinosa gloria delle conquiste quella ben più reale e durevole di ristabilire la felicità de’ popoli col mezzo d’istituzioni sagge e liberali. Italiani, vorreste voi obliare questi numerosi esempj di generosità a segno di temere che per voi soli le alte Potenze alleate ricusino di essere magnanime, di far risorgere la vostra nazionale indipendenza?