[8]. «Per selvaggia incuria del Governo», dice La Farina.
[9]. Bianchini, nella Storia delle finanze del regno di Napoli, dice che il viaggio di Francesco I in Ispagna per condurvi Maria Cristina costò allo Stato 692,705 ducati, che sono tre milioni e mezzo.
[10]. Del marchese Giovanni D’Andrea (1776-1841) elogio ben più splendido che non i gonfj panegirici fanno gli stati discussi, pubblicatisi nel 1848, ov’è divisato come nel decennale suo ministero restaurasse le finanze, scassinate dal ministero Medici, spegnesse il debito fluttuante ed altri, imprendesse opere pubbliche, attivasse i fondi dell’ammortizzamento; «pagò con esattezza i pesi dello Stato, tolse talune imposizioni, procurò i fondi per varie opere pubbliche, non contrasse alcun nuovo debito, ritrovò il corso delle iscrizioni del debito pubblico consolidato al 68, lo lasciò al 106; lasciò ducati 2,200,000 di deposito nella tesoreria». Vuolsi ricordare come, essendo magistrato allorchè si attuò il codice Napoleone, egli rinunziò all’impiego per non dover applicare la legge del divorzio, da cui la coscienza sua repugnava. Dopo il 1830 fu insieme ministro delle finanze e delle cose ecclesiastiche, e potè compiere il concordato del 10 settembre 1859, e mantenere in armonia le due potestà.
[11]. Nel 1853, i ducentundici battelli che faceano la pesca del corallo sulle coste di Bona e della Cala, quasi tutti erano napoletani, e raccolsero trentacinquemila chilogrammi di corallo, che vendesi a sessanta lire il chilogramma.
[12]. La sola Inghilterra nel 1840 consumò un milione di quintali di solfo: nel 1833 se ne erano tratti dalla sola Sicilia quintali 676,413, del valore di ducati 1,952,067.
[13]. La prima informazione delle condizioni della Lombardia venne data da noi nel libro Milano e suo territorio, pubblicato in occasione del Congresso scientifico del 1845. Una commissione municipale s’incaricava di ottenere di qua, di là risposta ai differenti quesiti che noi le presentavamo; e su ben pochi punti le venne negata. Fu quel libro la fonte a cui attinsero poi i liberali di partito; e vi si riferivano tanto più sicuramente in quanto che, dicevano, era ufficiale. Talmente ignoravano la distinzione del Municipio dal Governo quegli stessi che si ergeano maestri e riformatori del governare. Ci dispiace dover soggiungere che ufficialmente venne aperta un’indagine contro l’autore: ma tale stitichezza dell’elemento deleterico di quel Governo non rende meno vera la possibilità di avere e di pubblicare notizie positive, se da queste non fossero stati allora e adesso aborrenti lo spirito di fazione e il sentimentalismo.
[14]. Memorabili sono le inondazioni del Po nell’ottobre 1839, in conseguenza di dirottissime pioggie. Ai 17 ottobre presso Torino l’acqua sorgeva metri 5,80 sopra il pelo ordinario, e metri 6,96 presso Lagoscuro alli 8 novembre. Ne furono allagate moltissime parti del Piemonte, ove franò la grossa terra di Solagni nel Tortonese; e più il Mantovano, il Polesine, il Modenese; ed essendosi rotto, forse ad arte, un argine sulla destra a tre miglia sotto Revere, furono allagate da quattrocento miglia quadrate di terreno fra il Po e il Panáro. Nuove piene nel settembre del 1842 ingrossarono ancora più i fiumi, e il Modenese e le Legazioni n’ebbero danni incalcolabili. Nel 1844 l’Arno guastò tutta la valle e Firenze stessa.
[15]. Il De Bruck, dappoi ministro in Austria, indi suicida. La società del Lloyd fu autorizzata nel 1836; col capitale di mille cinquecento azioni da mille fiorini nel 1837 fece ottantasette corse con cinque piroscafi; e in quell’anno tragittò ottomila passeggeri, ed ebbe l’introito di censessantatremila trecenquattordici fiorini, ma la spesa di ducentrentaduemila. Nel 1846 aveva venti piroscafi, fece settecenquattro viaggi con cendiciotto mila passeggeri; trasportò denaro e preziosità per venticinque milioni e mezzo, ducenventisettemila lettere, centrentacinque mila settecentrentatre botti, ducentrentasettemila centinaja di Vienna di merci; facendo l’introito di fiorini un milione e quattrocenventimila quattrocencinquanta, di cui trecentrentaseimila erano guadagno netto. La crescente importanza dell’Oriente, i viaggi della valigia dell’Indie, lo sperato taglio dell’istmo di Suez sono felicissime opportunità per quella compagnia, la quale per altro ebbe a soffrire sia dalla rivoluzione, sia dalla guerra di Crimea. Nel 1854 avea cresciuto il suo fondo a tredici milioni di fiorini, e colla spesa di trecensessantamila fiorini avea l’entrata di seicentrentaquattromila. È divisa in tre sezioni: l’una per le assicurazioni; l’una pel servizio de’ battelli a vapore, e ha costituito fucine, arsenali, tiene uffiziali, marinaj, studia le nuove linee d’aprire: la sezione artistico-letteraria sarebbe come la mente di quel corpo, attenta a ricevere le notizie che comunica subito alla borsa, e diffonde per via di giornali; inoltre ha stamperia e calcografia, gabinetto di lettura, e giornali.
[16]. È la più bella pagina d’un’arguta Storia degli ultimi trent’anni, quella ove sono descritte le conseguenze dell’obbligo di denunziare i colpevoli di Stato, e dello spionaggio. «Il pensiero (traduciam compendiando) che alla lunga viene a prevalere sotto tale giurisprudenza, è la paura; paura di commettere una viltà, paura di parere d’averla commessa, paura d’esporsi a guaj per non commetterla. La paura più forte la vince; e da tale proporzione dipende spesso l’onore o l’ignominia d’una vita intera. Il prudente non vede altro scampo che evitare una via, da cui non si esce che coll’infamia e colla condanna; ma il farlo è fatica di tutti i momenti, e d’una incessante vigilanza. S’imbatte per via in uno di cui non bene conosce le opinioni politiche? deve mostrare di non conoscerlo. Un amico gli si accosta per chiedergli un consiglio? il prudente deve pregarlo di astenersene, di dirigersi a tutt’altri; attesochè quell’amico potrebbe voler consultarlo sul come rispondere a un emissario dei nemici del Governo. Se suo figlio si mostra pensoso e abbattuto, si guarderà dal chiedergliene il motivo; chè potrebb’essere scontentezza politica. Ogni colloquio gli pesa, giacchè può di tratto volgersi a cose di governo. Uomini sì fatti non sono rari, e sono i più onesti fra i vili: ma se un di questi fosse arrestato o interrogato alla Polizia, e s’avvedesse che tante cautele non gli bastarono, non s’ha a temere ch’egli rinunzierebbe all’onore, anzichè alla propria salvezza? Se tale è la prudenza delle persone allevate sotto allo spionaggio austriaco, come meravigliarsi dell’universale diffidenza? Basta che un uomo di genio amabile, insinuante, compagnevole, frequenti molti crocchj, per essere battezzato spia. Zelanti officiosi corrono a tutte le case, aperte all’amabile persona, e susurrano le voci che corrono sul conto di lui. E con che facilità non si credono questi ragguagli! Il padrone di casa, quasi illuminato da subito lampo, — Di fatto (esclama) che vien egli a fare in casa mia? perchè vi si mostra tanto amabile? Da me non ha nulla a sperare. E quando mi arrivò una sventura, quando le sorde persecuzioni della Polizia mi avevano condannato alla solitudine, perchè egli pure non s’allontanò da me? non temeva egli dunque per se stesso? Alla larga da quest’uomo pericoloso». Se un altro si apparta, e stringesi a vivere in angusto circolo, dicono che ha fatto la spia lungo tempo, e che scoperto, cela la propria vergogna. Chi si palesa amico dell’Austria, è naturalmente cansato dagl’Italiani; ma chi biasima il Governo, cade in sospetto di agente provocatore e di tendere insidie. Colui è ricco: sarebbesi impinguato con servigi resi alla Polizia? Colui è povero: resisterà alle tentazioni della miseria? Nessuno insomma è sicuro di simili sospetti; nè si dà Lombardo che possa vantarsi di non temer nulla... e di cui la fiducia nei più intimi amici non abbia vacillato più d’una volta.
[17]. L’amnistia fu data il marzo, e i carcerati allo Spielberg nè tampoco la conobbero fino al novembre. Allora non ottennero se non di poter andare in America. Giunta la coronazione, e ripetutasi l’amnistia, chiesero di rimpatriare, e non n’ebbero licenza. Solo nel 1840 il padre di Federico Confalonieri, trovandosi in fin di morte, chiese di veder il figlio; e pare che allora soltanto il buon Ferdinando sapesse com’erano perfidiate le sue intenzioni, poichè senz’altra domanda fu permesso a tutti il ritorno.