[110]. Le prompt accomplissement de la régénération de l’Italie a pu être empêché par de grandes fautes commises à Turin, scriveva lord Minto a Massimo D’Azeglio. La France ne permettra jamais que la Sardaigne fût, malgré ses fautes, réduite à un état voisin de l’anéantissement, diceva Drouyn de Lhuys al Gallina. Ma l’avrebbero professato prima dell’esito? Tocqueville, nuovo ministro in Francia, diceva: Après une guerre qu’a justifié et accru la juste renomée de bravoure dont jouit dans le monde l’armés piémontaise, mais qui c’est terminée par de très-grands revers, il était peut-être difficile d’espérer des meilleures conditions.

«Arrossisco pel mio paese de’ tanti inni di guerra cantati al tempo addietro; nè certo io mi resi mai complice di siffatte ciarlatanerie». D’Azeglio, Dispaccio 19 maggio 1819 al conte Gallina.

[111]. Si l’Autriche veut une paix solide et durable, il faut qu’elle se montre généreuse; il faut qu’elle aide le roi à surmonter les immenses difficultés qui l’entourent. Il ministro De Launay al generale Dabormida, 13 aprile.

[112]. Giornale militare, al 3 settembre 1848.

[113]. Il console Goodwin a lord Napier, 1848.

[114]. Le imprese degli Svizzeri nelle Due Sicilie furono raccontate dal R. De Steiger nella Revue contemporaine, gennaio e marzo 1861, da soldato senza passione e in tono ben altro da quello consueto. Loda assai la moderazione del Filangieri e dei vincitori.

[115]. 19 gennajo 1849 il ministro Gioberti richiamava il proprio ministro a Napoli per «l’indegna calunnia spacciata in Francia dal principe di Cariati, colla quale ci attribuiva l’offerta di togliere al papa le Legazioni». Spero che il sospetto di tanta infamia non anniderà per un solo istante nell’animo del pontefice.

[116]. Il principe Butéra al viceammiraglio Parker, 17 marzo 1849.

[117]. Vedansi il rapporto di Ferdinando Tadini e Leopoldo Galeotti sul Ministero democratico e il triumvirato, stampato nel 1850, e i Ricordi di L. G. De Cambray Digny sulla Commissione governativa del 1849, stampato nel 1853.

[118]. Pochi uccisi nel breve assalto; fucilati dopo non meno di sessanta, fra cui un rumoroso prete Maggini.