—Viene mantenuta la punteggiatura originale anche quando appare incongrua con l'italiano moderno. Sono stati aggiunti solamente, dove mancanti, i punti alla fine dei periodi.
—I numeri compresi nei paragrafi in corsivo vengono resi in carattere normale per aderire il più possibile allo stile ed alla grafica dell'epoca.
—Lo stile dell'epoca utilizzato dallo stampatore prevedeva che i numeri fossero sempre seguiti da un punto; questo viene mantenuto uniformando l'opera con l'aggiungere il punto laddove questo manchi per refuso o più spesso per difetto delle immagini.
—Vengono corretti gli ovvii errori tipografici.
—Viene mantenuta la convenzione di usare nei caratteri minuscoli due lettere v in luogo della doppia (vv anziché w).
—Talvolta i termini sono scritti con due o più varianti. Quando è stato possibile risalire alla grafia usata all'epoca sono stati uniformati, mentre in caso di dubbia valutazione sono state mantenute le doppie grafie originali. In particolare viene conservata la doppia grafia aggiungere/aggiugnere (con le relative coniugazioni) perché entrambe le forme erano largamente usate all'epoca.
—Le grafie Caen e Caèn sono state mantenute entrambe perché si riferiscono a due autori distinti.
—Alcuni corsivi sono chiaramente sviste del tipografo e se lasciati aderenti all'originale rendono il testo di difficile lettura; dove possibile senza alterare in maniera eccessiva l'opera sono stati modificati.
—La legatura -ae ed il carattere legato -æ sono entrambe massicciamente usate nell'opera; sono state mantenute entrambe così come stampate.
—Le citazioni dal greco non hanno, naturalmente, una univocità di scrittura tale che sia possibile una sicura trascrizione in caratteri greci. Si è cercato di restare il più aderente possibile alla forma usata (che pare sia il dialetto dorico). In particolare, è stata usata sovente la sigma finale (ς) all'inizio od in mezzo alla parola per indicare il digramma sigma-tau (στ). Eventuali errori sono da imputarsi all'autore e allo stampatore.