Tanto è a Dio più cara e più diletta
la vedovella mia, che molto amai,
quanto in bene operare è più soletta;
ché la Barbagia di Sardigna assai
ne le femmine sue più è pudica
che la Barbagia dov io la lasciai.
O dolce frate, che vuo tu chio dica?
Tempo futuro mè già nel cospetto,
cui non sarà quest ora molto antica,
nel qual sarà in pergamo interdetto
a le sfacciate donne fiorentine
landar mostrando con le poppe il petto.
Quai barbare fuor mai, quai saracine,
cui bisognasse, per farle ir coperte,
o spiritali o altre discipline?
Ma se le svergognate fosser certe
di quel che l ciel veloce loro ammanna,
già per urlare avrian le bocche aperte;
ché, se lantiveder qui non minganna,
prima fien triste che le guance impeli
colui che mo si consola con nanna.
Deh, frate, or fa che più non mi ti celi!
vedi che non pur io, ma questa gente
tutta rimira là dove l sol veli».
Per chio a lui: «Se tu riduci a mente
qual fosti meco, e qual io teco fui,
ancor fia grave il memorar presente.
Di quella vita mi volse costui
che mi va innanzi, laltr ier, quando tonda
vi si mostrò la suora di colui»,