del qual più altri nacquero e diversi;
e tanto duno in altro vaneggiai,
che li occhi per vaghezza ricopersi,
e l pensamento in sogno trasmutai.
Purgatorio Canto XIX
Ne lora che non può l calor dïurno
intepidar più l freddo de la luna,
vinto da terra, e talor da Saturno
quando i geomanti lor Maggior Fortuna
veggiono in orïente, innanzi a lalba,
surger per via che poco le sta bruna,
mi venne in sogno una femmina balba,
ne li occhi guercia, e sovra i piè distorta,
con le man monche, e di colore scialba.
Io la mirava; e come l sol conforta
le fredde membra che la notte aggrava,
così lo sguardo mio le facea scorta
la lingua, e poscia tutta la drizzava
in poco dora, e lo smarrito volto,
com amor vuol, così le colorava.
Poi chell avea l parlar così disciolto,
cominciava a cantar sì, che con pena
da lei avrei mio intento rivolto.