Di te biasmar la lingua s’affatica.

E se di grazia ti vo’ far mendica,

Convenesi ch’io dica

Lo tuo fallir, d’ogni torto tortoso;

Non però che alla gente sia nascoso,

Ma per farne cruccioso

Chi d’Amor per innanzi si nutrica.

Dal secolo hai partita cortesia,

E, ciò che ’n donna è da pregiar, virtute

In gaia gioventute: