Si può dire che quest’opera lo interessò, lo tenne a sè tutta la vita. Infatti nel 1880 — poco più di un anno prima di morire — egli metteva mano al quadro incompiuto di «Beatrice» inspirato al sonetto:

«Tanto gentile e tanto onesta pare».

In questo quadro il Rossetti dipinse la meravigliosa testa di Beatrice, che è, forse, la più bella fra le teste di donna dipinte da lui, ed è superata soltanto dallo splendido disegno a matita che egli fece come studio del quadro ad olio.

In tutto il lavoro di questo inglese, dallo spirito italiano, palpita l’amore dei primitivi canzonieri. La donna della House of life è la fanciulla amata da lui ed anche qualche cosa di più; qualche cosa di più etereo, di più spirituale, è sorella di

«Quella donna gentil, cui piange Amore»

è la ispiratrice purissima, lo scrigno geloso d’ogni gioia divina, quella che dell’Amore ama il simbolo più bello e della quale egli può dire

«My lady only loves the heart of love»[5]

e può cantarla come colei che in sè immedesima e da sè intorno, spande

«..... choir-strains of her tongue,

Sky spaces of her eyes — sweet signs that flee