«Ond’io, essendo alquanto riconfortato, e conoscendo il fallace immaginare, risposi loro: Io vi dirò quello c’ho avuto..... »
e i primi versi della canzone:
«Donna pietosa e di novella etate»
e la espose al pubblico.
Uno slancio d’ammirazione circondò il pittore.
Certamente, e da lungo tempo, egli aveva trionfato della critica inetta e della invidia maligna; s’era affermato come il più grande pittore inglese vivente; ma si aspettava ancora, da lui, il capolavoro, l’opera magistrale, l’opera immortale. E fu questo quadro. Egli riunì qui la sua scienza, la sua tecnica, la sua arte, il suo pensiero, e riuscì perfetto. Il simbolismo dei fiori e degli accessori del quadro, ricorda il profondo misticismo dei poeti del XII e XIII secolo. I fiori di papavero, de’ quali è sparso il suolo, le rose e le viole, i fiori di bianco spino, la lampada che dà l’ultimo guizzo di luce, tutto ha un significato speciale, e non meglio di così potevano essere illustrati i versi del poeta:
«Mi condusse a veder mia donna morta
E quando l’ebbi scorta
Vedea che donne la coprian d’un velo».
Il pensiero mistico del poeta non poteva trovare una interpretazione più perfetta di questa che ne fece il Rossetti.