Nel secol che t’è già tanto noioso,

Mi fan pensoso di paura forte;

Ond’io chiamo la Morte,

Come soave e dolce mio riposo;

E dico: Vieni a me, con tanto amore,

Ch’io sono astioso di chiunque muore.

E’ si raccoglie negli miei sospiri

Un suono di pietate,

Che va chiamando Morte tuttavia.

A lei si volser tutti i miei desiri,