«— E disiar vedeste senza frutto
Tai che sarebbe lor disio quetato,
Ch'eternamente è dato lor per lutto.
Io dico d'Aristotele e di Plato,
E di molti altri. — E qui chinò la fronte
E più non disse e rimase turbato.
Purg. III, 43 sgg.
[538]. Purg. VI, 28 sgg.
[539]. Bello per mirabile finezza e importante per intendere in qual guisa si presentasse alla mente cristiana di Dante l'antica favola poetica, di cui fa tanto uso, è il luogo del Purgat. XXVIII, 139 sgg. ove Matelda, in presenza di Virgilio e Stazio, finisce di parlare dicendo:
«— Quelli che anticamente poetaro