Il barbiere venne. Era un barbiere dello stampo dei nostri: un vecchietto azzimato, pulito, gaio, con le mani fredde e i rasoi cattivi.

Mentre cominciava l'operazione, io studiavo la maniera d'entrare in discorso.

Egli mi prevenne domandandomi con molta gentilezza:

—Il signore è emigrato?

—No.

—Italiano?

—Sì.

—Giornalista?

Diedi un balzo sulla seggiola e mi voltai a guardarlo negli occhi. Come mai poteva già sapere che insieme con l'esercito s'erano rovesciate su Roma le cavallette della stampa?

—Non sono giornalista.