Menica entrò col vassoio e si cominciò a discutere allegramente sul vino.
Pochi giorni dopo accadde il fatto di Govean, che tolse all’avvocato ogni velleità di proporre festeggiamenti. Pietro Francesco Govean, capo degli insorti di Racconigi, veduta fallita l’impresa, si era salvato in Francia. Saputo che il Re aveva accordato il perdono, tenendosi sicuro, rimpatriò. La Giunta, che a Racconigi s’intitolava Consiglio di guerra, non fece altro che tanto: lo agguantò e lo condannò a morte. Il 4 settembre Govean andò al supplizio fra due file di soldati, intrepido come chi ha fatto da tempo il sacrifizio della propria vita. La gente, attediata oramai dal ripetersi di quei casi, lo guardava passare cupa e angustiata. Egli cercava di giustificare le opere sue con voce alta, solennemente squillante nel silenzio mortale. Si narra che il luogo in cui cadde, un quieto, ombroso viale che serviva alle passeggiate e ai ritrovi, rimanesse per molti anni abbandonato, quasi che il terreno durasse tuttavia bruttato di sangue.
L’impressione del caso fu enorme da per tutto e sollevò innumerevoli dispute. Anche Oliveri n’ebbe una, e relativamente assai viva, col chirurgo Formica. Secondo lui la Giunta, o Consiglio che fosse, aveva fatto benissimo a non considerare altro che l’articolo 1º dell’editto 14 agosto, il quale escludeva dal perdono giust’appunto gli autori ed i capi.
— Ma chi sono gli autori? — diceva il chirurgo. — Chi sono i capi? Come li classifica lei, come li distingue? Si doveva tener conto delle parole del Re, non badar ad altro che a questo!
— Un accusato di delitti comuni...
— Un’altra adesso! Lo so bene che si sono fondati su ciò. Ma mi dica un poco: non è vero che il bando non fa distinzioni? E dunque! E poi: delitti comuni? Quali? Specifichi. Forse perchè Govean ha messo taglie?
— Sicuro!
— Oh bene! Perchè le ha messe? Per motivo di rivoluzione. Dunque il delitto cessa di esser comune per diventar strettamente politico. Ma poi cosa andiamo cercando! Era tornato fidando sulla parola d’un Re; ecco quello che lo doveva salvare!
E la contesa durò su e giù per la strada della Madonna degli Orti, finchè quasi non ebbero più fiato. Usciti prima del tramonto, rientrarono in paese che era già notte.
— Basta — disse il chirurgo, barattando il saluto — intanto quelli che sono fuori faranno bene a restarci.