— Va bene, sai — diceva spesso a Liana. — Lavoro con vero trasporto; l’estro c’è. Non mi mancano nè l’eleganza, nè il brio, nè la vaghezza dello stile. Quanto alla padronanza della lingua toscana l’ho sempre avuta. È un fatto! Chi direbbe che son nato a Chivasso?
Dopo aver faticato tanto di testa al mattino, Oliveri pensava d’aver diritto a un completo riposo dopo pranzo, e andava a giuocare ai tarocchi in casa del notaio, ove trovava don Prato e Formica; più tardi poi usciva a passeggio con loro verso la Madonna.
Santo cielo! egli voleva un bene dell’anima alla sua Liana! Sentiva anche un certo rimorso a lasciarla sola; ma a che sacrificarsi se la compagnia non le recava alcun giovamento? Tempo e quiete, ecco i veri, i soli rimedi per certi dolori! Per voler distrar troppo presto, alle volte si fa peggio: si esaspera.
Stare insieme e non parlare di Ughes, era impossibile. Questo non serviva che a infiggere sempre più profondamente la spina che aveva nel cuore sua figlia, e costringeva lui a lambiccarsi ancora il cervello: — Sarà libero, sarà in prigione? Sarà vicino, sarà lontano? Sarà vivo, sarà morto? — Sicchè addio l’ispirazione, addio la vena!
Liana passava quasi sempre il pomeriggio nello studio, dove aveva passata già la mattina.
Un giorno vi salì prima del solito, e si fermò davanti alla finestra con gli occhi immobili e fissi, la mente sopraffatta dalle torbide immagini che non la lasciavano mai. E stando così e tutto tacendo d’intorno a lei, udì un susurro, si sporse, vide suo padre, ch’ella aveva lasciato a tavola, fermo con don Prato nel viale sottostante. Il parroco parlava animatamente, gesticolando; l’avvocato ascoltava col dito mignolo tra i denti, rosicchiandosi l’unghia. Ella scese velocemente e si accostò con gli occhi scintillanti, le gote colorite di momentanea vita.
— Cosa c’è? — domandò. — Qualche notizia? qualche speranza?
— Cara — rispose Oliveri, — non so... Il signor parroco aveva appena cominciato...
— Continui — interruppe Liana, volgendosi al prete, quasi imperiosa.
Questi, un po’ sconcertato dalla venuta della signora, aveva fatto un grande inchino e s’era tirato un passo indietro.