Fin le adunanze letterarie di casa Oliveri presero bel bello una tinta politica; ma Ughes, benchè assiduo frequentatore di quelle, non si tenne dal prender parte ad altre riunioni meno temperate e serene; cosicchè sul finire del 1793 si trovò impegnato in una conventicola composta d’uomini risoluti a far novità.
Forse alla trama, perchè molto vasta, mancava la saldezza, forse un avvenimento fortuito e inopinato spezzò qualche filo; fatto sta che nel maggio del ’94, ad un tratto, il Governo cominciò a inquisire.
Fu una lugubre sequenza di perquisizioni, di arresti, di delazioni, di processi, di condanne. Ughes, avvertito misteriosamente del pericolo che lo minacciava, riuscì, come parecchi altri congiurati, a lasciar subito Torino.
Lo zio Vietti potè leggere, con indicibile sbigottimento, in casa del sindaco Domenico Godano, la circolare del conte Delfino di Trivero, governatore della città e provincia di Saluzzo, nella quale si ordinava alla comunità d’invigilare di buon concerto coi rispvi sigri Giusdti p. l’arresto di certo Luigi Ughes Torinese come sospetto di miscredenza, e di Giacobinismo nel caso venga a capitare nei rispettivi loro luoghi, e territori facendolo successive tradurre con sufficiente scorta in questa città, ecc. ecc.
Poco dopo, cioè il 7 agosto, per sentenza dell’Eccma Delegazione, Ughes, riconosciuto complice di una cospirazione contro il Regio Stato, fu condannato alla confisca dei beni e nella vita; giustiziato in effigie ai confini del Piemonte, a Borgo San Dalmazzo, e posto fra i ribelli e banditi di primo catalogo.
Il buon vecchio zio cominciò a dimagrare; batteva spesso la febbre; e ad ogni colpo picchiato all’uscio di casa, s’immaginava fossero i birri o i soldati venuti per catturarlo invece di suo nipote.
Passarono alcuni mesi prima che Ughes potesse dar notizia di sè.
Liana viveva in grandissima inquietudine, stava di continuo ansiosamente in sull’aspetto, ma era in quell’età in cui non si dubita mai, nè si dispera; e quando Oliveri s’ingegnava con quelle ragioni e quelle carezze che sa trovare un padre amoroso, di farle entrare certi suoi consigli che egli stimava fossero per il suo meglio, ella crollava il capo, corrugava le ciglia, dichiarava di sentirsi sicura che Luigi sarebbe tornato e di non voler in niun modo rimuoversi da ciò che aveva fermo nel cuore.
Finalmente si seppe in confuso che il giovane medico si trovava al servizio di Francia; quindi, in modo preciso, che egli era stato dagli ufficiali di sanità dell’esercito delle Alpi impiegato provvisoriamente nelle ambulanze.
Era un primo raggio! Poi le nuvole trascorsero di nuovo dinanzi alla faccia del sole, alternando per lunghi giorni la luce della speranza e il buio dell’incertezza.