Si fece poi incontro al contino tutto affabile, grazioso, ridente; lo inchinò e si affermò felice e onorato di far la conoscenza d’un nobil giovane, che aveva sentito mentovare tante e tante volte con moltissima lode.
— S’accomodi, signor conte. Mi rincresce che ci trova così... ancora così sottosopra. Siamo arrivati dalla campagna che è poco. S’accomodi, prego... Basta, cosa vuole? queste sono le conseguenze dei bei tempi in cui viviamo.
E ripetè a Massimo quello che gli aveva già detto Menica, ma con maggior ricchezza di particolari, con maggior venustà di linguaggio.
Liana intanto s’era acquietata; guardava Massimo attonita, intenerita. Egli le ricordava un passato ch’ella temeva morto per sempre.... Luigi poi lo aveva veduto volentieri, lo aveva considerato per un amico.
Quando l’avvocato ebbe finito il suo racconto e aggiunto un certo numero di gravi e dotte riflessioni filosofiche, Massimo, che temeva già di essere indiscreto, si alzò. Volgendosi per congedarsi da Liana, vide ch’ella aveva gli occhi pieni di lacrime; ricominciò a scusarsi, ma Oliveri lo interruppe subito:
— Che Iddio lo benedica! — esclamò. — Questo è uno sfogo. La lasci piangere che non c’è niente di meglio; spesso al pianto segue la pace consolata della rassegnazione.
Prese la destra del contino per accostarsela al petto, lo ringraziò della visita; lo volle accompagnar fin sulla scala.
— Lei ha fatto bene a venire — disse poi, mentre Massimo già discendeva. — La sua è stata una buona ispirazione. Adesso, avendo visto che questo è un luogo di dolore, sa che farà opera meritoria tornando.
Massimo si ripresentò tre o quattro giorni dopo, alla stessa ora. Menica gli aprì, andò ad avvisare nel salotto, e tornò subito a dir che passasse. L’avvocato, vestito di una bella giubba e d’una sottoveste di panno nero, con bottoni sfaccettati d’acciaio brunito, gli si fece incontro col sorriso sulle labbra e con gli sguardi pieni di riconoscenza.
Liana, in piedi, s’appoggiava con una mano alla spalliera d’una seggiola; l’espressione del suo volto era tranquilla. Ella fece al giovane un’accoglienza pacatamente gentile.