— Domani non andrò, e nemmeno dopo domani, e poi... poi vedremo.
E per non essere tentato in alcun modo di mancare al proponimento, si chiudeva in casa e non ne usciva più, astenendosi perfino d’affacciarsi alla finestra. Era una lenta successione d’ore nere e pesanti, ch’egli passava buttato sul letto, o misurando innanzi e indietro a gran passi il suo appartamento, del quale spalancava tutte le porte.
Intanto fantasticava, rifletteva, cercava spiegarsi quel sentimento così dolce e così amaro, così sottile e così veemente, diverso da tutto ciò che aveva sentito vicino ad altre donne, diverso anche da ciò che aveva provato per Liana nel tempo ch’era stato a Murello. Ora, quando gli tornavano in mente certi pensieri, certi propositi, certi sogni di quei primi giorni, sentiva un rimorso vivo e cocente.
— Egli è che il mio affetto adesso è vero, incondizionato, leale — pensava; ed esaltandosi in questo pensiero, aggiungeva: — Non sarò felice che quando essa vorrà ch’io lo sia.
Accadeva pur talvolta che tra lui e l’immagine di quella gentile si rizzasse il fantasma rigido e torvo di Ughes; questo or si piantava nella sua mente e non si moveva più; ora lo trascinava con sè, l’obbligava a seguirlo per il mondo, mentre mutava continuamente di luogo, d’aspetto, di forma. Era come un incantesimo, una malìa.
Questo stato di scontento e di languore, misto ad impeti di dolore e di rabbia, durava fino alla sera precedente al giorno in cui aveva stabilito di riveder Liana.
Ma che maraviglioso svegliarsi la mattina seguente! Con che ansia di gioia si alzava, si abbigliava, e venuta l’ora, correva là!
L’avvocato lo accoglieva con una cordialità affaccendata, con un profluvio di chiacchiere da sbalordire; il compenso di quanto aveva sofferto, Massimo lo trovava nella sincera premura con cui Liana gli diceva:
— Temevo che fosse ammalato...
Accadde una volta che dopo una lunga, eterna assenza di quattro giorni, Massimo trovò l’avvocato sdraiato nel suo gran seggiolone all’antica, con un piede posato sur uno sgabello; erano le tre pomeridiane ed aveva ancora in dosso la veste da camera ed in capo il berretto da notte.