— Robelletta — rispose Ughes.
— E appartiene?
— Alla contessa Claris.
— Or mi ricordo, l’altra sera il parroco ce ne annunziò l’arrivo. E come ne parlava! Non la finiva più: una dama adorna di tutte quelle doti, che possono meritare i giusti elogi dei saggi: pietà, religione, affabilità, tratto cortese, perspicacità d’ingegno, facilità di espressione; istrutta profondamente nella storia sacra e profana, nella geografia, nell’astronomia, nelle belle arti... E dopo di lui cominciò il notaio, che enumerò le parentele, le aderenze, le amicizie. Quindi il tuo amico Bechio...
— Bechio non è mio amico.
— È un patriotta come te.
— Può darsi, ma non è mio amico.
Liana, che precedeva, si voltò, guardò suo marito.
— Cos’hai? — diss’ella, timida e seria.
— Niente — rispose Ughes, abbassando gli occhi.