— Sono io che li ho rappattumati — rispose il cavaliere. — Il perchè te lo diranno loro. L’unione fa la forza, amico mio, e perciò... Insomma adesso tocca a te compir l’opera. Sei aspettato. Puoi presentarti quando che sia, e sarai ricevuto a braccia aperte... o quasi. Si è parlato molto di te in questi giorni. Si vuol far di te un... sentirai. I patti son questi: tuo padre e tua madre chiuderanno un occhio, e magari due, su quel certo capriccio...

— Che capriccio? — interruppe Massimo, con impeto.

— Benissimo, calmati. Dirò: fantasia. Ti va fantasia?

— No, signore!

Mazel aprì tanto d’occhi.

— Cospetto! Devo dire: amore, passione, delirio?

— Non dica niente, mi lasci stare! — esclamò il giovane, aspramente.

— Abbi pazienza, non pigliar fuoco! Credi proprio di aver una vera affezione per... per... per...

— Non credo niente. Tiriamo via.

Mazel si alzò, gli si avvicinò molto grave.