— Dunque — proseguì Mazel: — non posso concedere che quella stima, quella considerazione che va unita al grado ed ai titoli, sia tenuta per cosa vana, insussistente, spregevole. Questa è per me una dottrina perversa ed assurda, che non può servire ad altro che a buttar in aria tutte le nostre sante e gloriose istituzioni!

— Perdoni — disse Massimo. — Mi ha forse sentito parlare in quel senso?

— Non ti confondere. Queste sono idee mie, idee che ho sempre tenuto per me, e che forse forse avrei fatto bene a divulgare un pochino. Adesso vengo al punto. Dimmi un po’: avranno raccontato anche a te, quand’eri bambino, certe favole di pastorelle sposate da principi, da re, da imperatori? Non ti ricordi?

— No — rispose Massimo.

— Una volta, quando avevo tempo, mi divertivo anch’io a leggere novelle e romanzi, o teneri o tetri. Mi restò impressa nella memoria la storia di un marchese di Saluzzo o di Monferrato, che costretto dalle preghiere dei suoi uomini a prendere moglie, regalò loro per signora la vera e propria figliuola d’un villano. Un racconto piacevole, ma privo di senso comune... Privo di senso comune, non di verità, perchè purtroppo giovani disposti a oscurare il decoro d’una casa per amor di una donna, se ne sono visti in tutti i tempi. In Russia, a quanto ho inteso dire, le grandi principesse non nascono tutte nei palazzi e nei castelli... Senza andar tanto lontano, la prima moglie di Giulio Cesare Claris, tuo avolo, era una popolana, o press’a poco. È vero che in seconde nozze ha poi sposato una Granvolant di.. de... Basta, ammettiamo pure, poichè non si può impedire, che un gentiluomo faccia una corbelleria, voglio dire un matrimonio irregolare; ma per carità, non mettiamoci a gridar osanna per questo! Tu mi dirai: è il cuore, la passione... Cospetto! Lo so anch’io che, quando si è giovani, la voltata d’occhi d’una bella creatura vi porta per aria; ma è forse indispensabile d’incatenarsi in sempiterno? Vediamo un po’: se tutti gli uomini di nascita si mettessero a sposar contadine, è chiaro che tutte le fanciulle di nobile famiglia sarebbero ridotte ad appaiarsi coi tangheri. Ti pare?

— E così, concludendo?

— Concludendo, ti consiglio di procedere con considerazione e prudenza, d’andar avanti coi piedi di piombo, badare sopra tutto a non impacciarti fino al punto di... Insomma la vedovina, amico mio. Credi a me, ci vuol occhio a trattar con le vedove.

— Va bene — disse Massimo, che lottava di nuovo fieramente per serbarsi tranquillo. — Se mai... mi ricorderò i suoi precetti.

— E cosa vuoi ch’io dica in tuo nome a tua madre?

— Che mi vedrà presto.