— Guardate guardate come si dimena quel postiglione! — esclamò. — Questo vuol dire che si aspetta una bella mancia!
Si abbatterono in una grossa carrozza chiusa, con lo stemma marchionale sugli sportelli: Oliveri avrebbe pagato volentieri un tanto per vedere colui o colei che v’era dentro. Ogni poco poi si lagnava dell’aspetto solitario della strada.
— Ehe! si vede che c’è qualche cosa per aria — diceva. — Carri, carrettoni, scorratte, ma legni signorili appena due. È un po’ poco. E i pedoni?... Frati, contadini, e una falange, una vera falange di straccioni, con certe facce proibite!...
Di questi continuavano a rintopparne assai più che l’avvocato non avrebbe voluto. Erano uomini di varie età, cenciosi, sudici, arruffati; non campagnuoli, nè artigiani, nè accattoni, ma scioperati e vagabondi, vere crisalidi di malviventi, poco temibili se soli, terribili se per caso, per opportunità, o per bisogno venivano a formare una banda!
— Almeno — ripigliava Oliveri, — almeno si vedesse qualche drappello, che so io? qualche pattuglia, qualcuno in divisa, tanto per rassicurare i viandanti e tener in rispetto i malintenzionati; ma Signore Iddio, chi pensa più alle strade!
— Eccoli gli uniformi! — esclamò il vetturino ad un tratto, indicando con la frusta un baroccio che si avvicinava lento, a scossoni. Era carico di fantaccini; e questi avevano tutti il viso pallido e smunto, gli occhi incavati, e stavano così fitti che parevano messi al supplizio.
Liana si sentì stringere il cuore e stava per chiedere spiegazione di quello che vedeva, ma Lesna la prevenne dicendo:
— Poveri diavoli! Vengono dall’ospedale militare di Saluzzo, e vanno a finire di crepare a Torino.
Seguitarono il loro cammino e si vennero avvicinando a un borguccio di poche case, luride, affumicate, cascanti a pezzi. Quivi la scena era un po’ più animata. Si vedevano tre vacche al pascolo in un praticello a sinistra; alcuni maiali nel fossato di destra, che grufolavano e si voltolavano nel fango; pollame sparso qua e là. Una vecchietta filava seduta presso l’uscio della prima casipola; le scherzavano intorno due fanciulline ed un ragazzetto. Questi si riponeva or dietro il tronco d’un noce, or dietro una siepe; le fanciulline gli si accostavan pian piano e, appena scortolo muoversi e minacciar di rincorrerle, scappavano strillando e ridendo a rifugiarsi accanto alla vecchia.
Andando innanzi tra le case, l’avvocato e quelli che erano con lui, sentivano crescere e avvicinarsi un ronzìo, un calpestìo che indicava un gran movimento. Guardavano ma non vedevano nulla, perchè la strada non correva diritta che per tutta la lunghezza del borgo.