— È indubitato — riprese egli — che esistono mezzi naturali per destare come per assopire questa sorta di fiamme; ma la prudenza, dirò meglio la coscienza... Insomma, signora contessa, per farsi amare bisogna rendersi amabili.....

— Lo dice anche Ovidio — osservò il conte: — Ut ameris amabilis esto.

— E per guarire dall’amore: dar tempo al tempo. Non c’è altro. Servitor suo.

E fatte due belle riverenze, il dottor Garonis se ne andò.

— Si può sapere — domandò il conte, alzandosi, — com’è nato questo discorso così ameno? A proposito di che?

— A proposito di Massimo — rispose la contessa — il quale va dimagrando a vista, e temo che......

— Cosa?

— Niente, niente.

— Son tempi da pensare alla patria e non a donne; Massimo non la vuol capire, tanto peggio per lui. Figuriamoci! Come se io potessi avere il capo ai suoi amori! Tutti abbiamo attraversato le nostre tempeste e non siamo nè morti, nè impazziti. Siamo guariti noi, guarirà anche lui.

— Il medico raccomanda di non contrastare.