— Benissimo — interruppe Di Cimalta, alzandosi. — Ma le conosci le condizioni dell’occupazione? Prima di tutto essa non durerà che un paio di mesi, salvo ulteriori accordi fra S. M. e il Direttorio. Le truppe passeranno per la porta di soccorso, senza attraversar la città; non potranno disporre di nulla; lascieranno viver tranquillo il parroco...
— E cosa m’importa! — gridò Massimo. — A che serve lo stabilir condizioni con gente assuefatta a non rispettarle?... E poi, insomma, è impossibile che i torinesi non si commovano al veder sventolare su quelle muraglie la bandiera esecrata. Il primo rullo dei tamburi francesi può essere il segnale di una sollevazione terribile. Faremo anche qui, e con miglior fortuna, quello che si è fatto in tanti altri luoghi.
— Claris ha ragione — disse Di Capolea, pieno di simpatia per l’amico ardimentoso.
— Santo Dio! — esclamò Spadafora. — Cosa volete che faccia la popolazione se non può far niente il Governo?
— Ma le notizie che vengono dal Genovesato sono molto migliori — osservò Di Capolea. — Nei giorni scorsi i nostri hanno riacquistato terreno a furia; una parte della frontiera è nelle nostre mani, parecchie terre si sono sottomesse. I prigionieri genovesi sono molti e tra questi tanti ufficiali superiori; si sono prese bandiere, cannoni, mortai, fucili... Mi maraviglio che non si pensi a far qualche dimostrazione di gioia.
— Per me — disse La Torretta rivolgendosi a Massimo — sono qui, figurati! Nel ’93, i La Torretta erano undici al servizio; ora non siamo più che due: mio cugino Vittorio ed io! Tutti gli altri hanno lasciato l’ossa sulle nostre montagne!... Insomma non è la buona volontà che mi manca... Piuttosto bisognerebbe trovar qualche persona autorevole che si mettesse alla testa. Allora sì. Un uomo come Brunel, per esempio; quello è muso quanto chiunque. Se lui ci dicesse: — Ragazzi, son qua io. — Chiudo gli occhi e avanti a capo sotto.
— Anch’io! Anch’io! Anch’io! — gridarono gli altri.
— Proviamo a rivolgerci a Brunel — disse Massimo. — Chi va a trovarlo?
— Tu! — rispose Spadafora.
— Io solo?