Ella passeggiava lentamente; la veste color di rosa pallida or si smorzava nell’ombra dorata degli olmi, or si avvivava nel sole. Il contino tirò avanti, seguitando a parlare di sua madre.

— Veramente mi ero accorto anch’io che dava un po’ giù; ma attribuivo questo alla stagione, all’angustia di vedere come si mettono male le cose del nostro sciagurato paese. Ha un animo tanto sensibile, se sapesse!... Ma insomma, poichè lei mi assicura che non sarà nulla...

— Ne sono intimamente persuaso — disse Ughes, affrettando il passo e sorridendo a sua moglie.

Ella aveva esitato un momento scorgendo il contino; ora veniva premurosamente ad incontrarli.

Massimo s’inchinò; Liana rispose, poi si volse verso suo marito.

— Buone nuove — disse Ughes — la signora contessa si è già riavuta. È stato un malessere di nessuna importanza.

— Fortuna che lei è venuto a tempo — osservò Massimo.

— No, signore; quando sono arrivato ella stava già meglio...

— Eh, capisco, ma...

— Ad ogni modo io sto a Murello. Medico Ughes, pronto ad ogni loro cenno, a qualunque ora del giorno e della notte.