— Dove si va? — chiese Mazel, accomodandosi accanto alla dama.
— Prima a Murello, poi vedremo — rispose la contessa asciutta.
— Ha la luna — pensò il cavaliere. — Non c’è che star cheto e aspettare che passi.
Ma giunti alle prime case del paese, sentendo fermare e vedendo un lacchè saltar a terra e prender frettoloso una stradetta laterale, dimenticò il proponimento e domandò dove andasse.
— Ad avvisar la signora Ughes — disse la contessa.
— Oh! La moglie del..... E viene con noi?
— Naturalmente.
Liana, seguìta dal lacchè, si avvicinava con passo leggiero, dignitoso, elegante.
— Che linee! — osservò Mazel sottovoce. — L’attaccatura del collo magnifica, le anche solide e snelle.... E che occhi! Cospetto, che occhi!
La signora Ughes giunse alla carrozza; salutò la contessa sorridendo; accettò, ringraziando e arrossendo, il posto che Mazel le cedette.