— Non saprei proprio.

— No? Ebbene io trovo che ricorda straordinariamente quel giovinotto che tu avevi preso...

— Cospetto! — esclamò Mazel. — Fiordispino, eh? ma è vero, verissimo.

— Non tanto — disse Massimo, freddamente. — Fiordelis aveva un aspetto basso, volgare, e il dottor Ughes si direbbe nato distinto.

— Uhm! — mormorò Mazel — fino a un certo punto, solamente fino a un certo punto.

Qui il maestro di casa venne ad annunziare l’arrivo del signor Tabasso, medico di Polonghera.

— Ringraziarlo — disse il contino — compensarlo e mandarlo a farsi benedire. Chi sa che tanghero!

Ma il cavaliere dichiarò che gli pareva cosa savia ed opportuna sentir anche il suo parere.

Il dottor Tabasso approvò in massima le ordinazioni del collega; prescrisse per di più l’uso interno del vino vecchio, come specifico contro l’abbattimento, e l’applicazione d’un sacchetto pieno di zafferano sul cuore, per combattere la malinconia.

III.