Tutto questo si ripeteva, si prolungava quasi non dovesse finire mai più; poi un bel giorno ella ripigliò il senso davvero. Fece un leggiero movimento e girò lentamente lo sguardo all’intorno.
— La vede — disse a Oliveri un vecchietto rinfagottato in un pastrano verde-bottiglia, — la vede l’intelligenza che ritorna? Cosa le avevo detto? Adesso l’arte medica non ha più che da aiutar la natura.
Liana richiuse le palpebre subito, stanca come dopo una grave fatica, e si riassopì. Ma più tardi si accorse benissimo che la luce veniva mancando e provò un certo sollievo quando Menica le portò un lume.
Cominciò poi a distrigare, a riordinare a poco a poco pazientemente i propri pensieri, cercando di discernere quel che c’era di vero nella farraggine delle cose vaneggiate. In quel miscuglio confuso di fantasmi, di reminiscenze, di sogni, un fatto emergeva limpido e chiaro: la morte di Luigi. No, no, no, non doveva più metterla in dubbio, nè conservare un fil di speranza: era venuto egli stesso ad avvertirla, l’aveva visto! Del resto, anche senza la visione, che cosa poteva significare questa calma, questa pace dopo tanti disperati pensieri, se non che tutto era finito e bisognava rassegnarsi ai voleri di Dio?
Luigi era morto. Ma dove? Come? Quando? Il suo pensiero si arrestava su queste domande e rimaneva a lungo inerte e come annientato. Di più, ad ogni sforzo di memoria, seguiva un’oppressione singolare di cervello, accompagnata spesso dal sonno o da una completa dimenticanza di tutte le cose.
Un giorno, rinvenendo appunto da una specie di lungo letargo, ella scorse Massimo vicino al letto, precisamente dove tante volte aveva creduto di vedere Luigi. Questo ridestò in lei il ricordo dell’impossibilità in cui s’era trovata di fare il più piccolo moto verso l’immagine cara. Sorrise e, quasi inavvertentemente, levò una mano. Il giovane non osò toccarla, ma, chinandosi subito, la sfiorò con le labbra.
Ella ricominciò a parlare una sera in cui si trovò sola con suo padre.
— Babbo — diss’ella pacatamente, — lo sai che son vedova?
L’avvocato si scosse, le fe’ segno di chetarsi.
— Dormi, cara, è ora di dormire.