Giacinto rispose con un breve grugnito e si rimise supino.
— L’essenziale è far conoscenza — riprese il cameriere, movendosi verso l’uscio.
— Naturalmente. Uno di questi giorni andrò a Murello, entrerò nel caffè...
— Sicuro, non c’è altra via. Mi permetta però di darle ancora un piccolo avviso. Vada sempre dopo le tre, prima di quell’ora può accadere di trovare lo speziale e tre o quattro altri scannapagnotte riuniti a consiglio intorno a una bottiglia di acquavite; non è un pericolo, ma una seccatura. A proposito di pericolo, non so se sappia che a Racconigi due intere compagnie hanno fatto rivolta, cercando di disarmare i loro ufficiali. Le campagne sono piene di disertori, e si sa che costoro alle volte son peggio degli assassini di mestiere. Sarebbe bene che lei si facesse accompagnare da qualche persona fidata. Se mi vuole son pronto. Io potrò anche servirla tastando il terreno, arrischiando magari una parolina...
Il marchesino, che s’era acconciato sul guanciale e aveva chiuso gli occhi, fece un moto d’impazienza.
— Non vedi che ho sonno, imbecille? Vattene e chiudi ben l’uscio.
Fiordelis s’inchinò fino a terra e uscì a ritroso.
Giacinto si svegliò ch’era quasi ora di scendere a cena; saltò dal letto, contento d’aver ammazzato più tempo che non avesse sperato, accese un lume per rimettersi alquanto in assetto. Intanto pensava: — Sicuro che a non voler crepar di seccaggine in questo mortorio bisognerà aiutarsi in qualche modo, trovare un passatempo, una femmina qualunque, senza guardarla nel sottile, bionda, bruna, rossa, castagna: si chiami Caterina, Maddalena o Sofonisba. Ha ragione quel birbante: quando non c’è scelta! Vedremo questa Carlotta o Carolina che sia. Chi sa che il caso non mi prepari una dolce sorpresa...
Quando il giorno appresso Massimo vide il marchesino e il cameriere confabulare insieme e, malgrado la distanza ch’era tra loro, mostrar d’intendersela a maraviglia, pensò, senza tema di calunniare nessuno dei due: — Per Bacco, non ci sono che i discoli per indovinarsi alla prima!
Poi, siccome aveva il capo a tutt’altro, non s’occupò più di loro. Ma un dopo pranzo in cui, piantato sulle due gambe un poco aperte, intrecciate le braccia al petto, assisteva tranquillamente agli esercizi dei suoi uomini, scorse Giacinto uscir di casa, aprir pianamente il cancellone e prendere il viale.