— Non ne ho mai dubitato.
— Grazie! E allora mi dica: quest’amicizia ha qualche valore per lei? È una domanda insulsa, lo so, però la prego di rispondermi.
— No insulsa, inutile.
— Perchè?
— Basta così; bisogna ch’io torni.
E si fece alquanto indietro.
Massimo si riaccostò subito, tanto che potè vedere come un leggier tremito nelle mani di lei, una leggiera inquietudine nelle labbra e nelle ciglia.
— Non mi lasci in questo modo — riprese egli; — non sente che è una durezza, una crudeltà? Non le domando che una parola, mi dica che sarebbe spiacente di sapermi lontano, ed io non parto più.
— Noi stiamo celiando, e mio padre è solo.
— Celiando? Lei non sa che momento è questo per me! Ho bisogno, ho necessità d’una sua parola. Vorrei anche dirle perchè mi è indispensabile, ma non so come esprimermi. È una cosa tanto dolorosa questa di non sapersi spiegare! Una cosa dolorosa, opprimente, terribile.