Ora avvenne che in uno di quei pomeriggi, mentre Oliveri, confitto nel suo seggiolone come un mollusco nel suo nicchio, leggeva e dormicchiava, Menica battesse all’uscio che metteva nell’andito. L’avvocato gridò:

— Avanti!

E Menica entrando disse:

— Sor padrone, c’è qui lo speziale che cerca di lei.

Oliveri fece l’atto impaziente di chi ode cosa che gli dà noia; chiuse subito il libro e abbrancò una penna.

— Lavoro — brontolò egli, — digli così che lavoro e che quindi...

Ma Bechio era già sulla soglia, tronfio, pettoruto, con la destra nel panciotto tricolore, la sinistra sul pomo della sciabola enorme.

— Salute e fratellanza, cittadino Oliveri.

— Buon giorno — rispose l’avvocato. — In che posso servirvi?