E fatta una giravolta con quelle sue scarpaccie rotte e scalcagnate, se ne andò zufolando, senza aspettare gli altri, che vuotavano ancora i bicchieri.


Nel pomeriggio del giorno appresso, mentre Ughes e Liana stavano per andare un poco a diporto, capitò inaspettato il contino. Era venuto un passo dopo l’altro fino a Murello, pensando che il medico non sarebbe stato malcontento di sapere che non s’era sbagliato nelle sue previsioni, poichè la contessa si poteva dire veramente rimessa. Voleva anche pregarlo di dare, così di tempo in tempo, una capata a Robelletta, per ripetere le sue prescrizioni ed i suoi consigli.

Mostrando poi d’accorgersi che stavano per muoversi, non volle sedere, non volle accettar nulla, e uscì con loro.

Vedendoli prendere la stradicciuola, che, traversando il giardino, passando accanto al castello e dietro la parrocchia, raggiunge fuor del villaggio la strada di Racconigi, si dichiarò felicissimo di poter godere, almeno per un piccolo tratto, la loro compagnia. — Dunque essi andavano a spasso così tutti i giorni? — Sì, tutti i giorni, or nella mattinata, or nel dopo pranzo, or per l’una, or per l’altra via; talvolta si spingevano anche assai lontano, per visitare qualche villaggio, qualche borgata, qualche santuario.

Massimo sospirò; amava molto quei dintorni anche lui, ma non aveva mai potuto girarli a piacimento. Ora che sarebbe stato in facoltà di farlo, non trovava più la volontà. Se il cavaliere Mazel si fosse indotto ad accompagnarlo, chi sa... Ma, santo Dio, colui aveva in orrore il sole, l’aria, la terra, ogni cosa!

— Senta — disse Ughes, blandamente — conosco assai bene le strade, le scorciatoie, i sentieri; quando lei vorrà giovarsi della mia esperienza, non avrà che da dirlo.

Il contino significò il suo gradimento con un sorriso ed atto cortese del capo; poi, essendo ormai giunti al trivio della Crocetta, si congedò.

La Madonna degli Orti è un piccolo santuario, una graziosa cappella ad un quarto di miglio da Murello, col quale comunica per una strada diritta ed ombrosa, che è la passeggiata del paese. In quella strada — allora assai stretta e tortuosa — pochi giorni dopo, Ughes e Liana rividero Massimo. Era a cavallo e veniva verso l’abitato, mentre essi se ne allontanavano. Salutò, fermò il baio, diede buone notizie di sua madre, e passando presto d’una cosa in un’altra, disse che un’ora prima s’era sentito grandemente tentato d’approfittare dell’offerta che gli aveva fatto il dottore, ma aveva rinunziato temendo di disturbare.

— Ebbene — disse Ughes — domani faccio conto di condur mia moglie a veder la Varaita. Ci metteremo in cammino verso le quattro... L’avverto, per il caso in cui lei si trovasse ancora disposta a fare del moto.