— Peuh, peuh, peuh!
— Faresti bene a metterti a letto.
— Se mi metto a letto, non mi alzo più.
— Oh babbo! Che ti viene in mente!
Oliveri tornò in casa appoggiato al braccio di sua figlia.
Passò il resto della giornata nel suo seggiolone, battendo la febbre.
A sera Liana mandò a cercare il medico.
Gabriel tornò accompagnato dal notaio che aveva incontrato per caso. Questi non volle salire per non disturbare l’avvocato, e raccontò a Liana che il dottor Moschetti, ardente realista, era andato a Carmagnola per unirsi ad una grossa banda che si veniva formando.
— Par che si voglia cominciare a gridare: viva il Re! e dar adosso ai francesi, senza aspettare gli austro-russi. E non solo a Carmagnola, ma un po’ da per tutto... Mandi a Villanova, il medico Pomba è vecchio e quieto... Disponga di me, e faccia coraggio all’avvocato, vedrà che non sarà niente.
Più tardi la febbre declinò. Oliveri, che non aveva preso nulla, volle assolutamente una gran tazza di cioccolata.