Entravano alcuni dei suoi in Superga e toglievano tutto quel che restava del ricco tesoro.
A un certo punto la capitale stessa si sentì o si credette minacciata; furono collocati cannoni sul ponte di Dora, e Fiorella mandò un proclama ai cittadini amministratori dei comuni piemontesi:
«Uno schiavo, un satellite di un despota, un uomo, che si fa chiamare Branda Lucioni, e si dice Comandante dalla parte dell’Imperatore la Massa Cristiana, alla testa di alcuni briganti, li quali cercano di portare la desolazione, il terrore, e la morte nel seno delle vostre famiglie; ardisce ciascun giorno mandar lettere alle Comuni vicino a Chivasso per far insorgere il Popolo contro i Francesi.
«Guai a coloro, che ascolteranno le sue minaccie, o le sue promesse bugiarde; restino le Comuni calme e pacifiche; a me solo egli deve indirizzarsi, io gl’insegnerò in qual maniera li Repubblicani assuefatti alla vittoria, sanno dissipare, ed annientare li briganti; io li conosco troppo vili, perchè ardiscano di mostrarsi nelle nostre vicinanze.
«Io vi ordino in conseguenza di trasmettermi subito qualunque sorta d’intimazione che egli potesse spedirvi, e di parteciparmi tutte le sue operazioni.
«Io confido nel vostro zelo, e nel vostro patriottismo, per l’esecuzione di questa misura, che può assicurare la tranquillità, di cui gode la vostra Comune, prevenendovi, che in caso contrario voi ne sarete personalmente risponsali.
«Li nuovi successi dell’armata Francese, li rinforzi che ella ha ricevuto; mi metteranno ben presto nel caso di far rientrare nell’ordine tutti coloro, che possono essere caduti in inganno, e di punire rigorosamente li capi della rivolta».
Sei giorni dopo, cioè il 27 fiorile (16 maggio), la Municipalità di Torino si rivolgeva ai concittadini:
«La pubblica tranquillità turbata nelle circonvicine Comuni da gente ingannata e sedotta dalle lusinghe, e dalla malizia del sedicente Comandante la Massa Cristiana, Branda de Lucioni, e da’ nemici di ogni ordine sociale, produce una funesta reazione perfin in questa Comune. Gli oggetti di sussistenza, d’industria, che a larga copia il resto del Piemonte ci somministra nei tempi tranquilli, cominciano a venir meno: il commercio e le comunicazioni, che florida rendevano la terra Piemontese, sono interrotte, ed una fatale inazione incaglia ogni sorta di affari. Un tale stato di cose non deve maggiormente prolungarsi, ed il Generale Comandante questa Piazza, e Cittadella, sta prendendo le più energiche misure per portarvi un riparo.
«La Municipalità di Torino, nell’annunziarvi queste provvide intenzioni del Generale Fiorella, in esecuzione degli ordini dal medesimo trasmessi a questa Amministrazione con lettera del giorno d’oggi, invita tutti i Cittadini, che volessero concorrere alla spedizione militare, che si sta a tale oggetto preparando, di tenersi pronti per mettersi in marcia unitamente alle Truppe di linea al primo segnale.