Massimo aspettava ch’ella si spiegasse; ma ella pareva non potesse aggiunger parola.

Nel silenzio s’udiva una voce alta e sforzata al possibile:

La luna lisi, fa bel camminare

È questa l’ora di rubar li doni;

Rubar li doni non si chiama ladro,

Si chiama cavalier di buon soldati.

D’improvviso la carrozza si fermò. In quel punto la strada maestra era raggiunta da un’altra che moveva direttamente da una cascina lontana un cento passi. Il lume del crepuscolo fece vedere a Massimo e a Liana un uomo ritto al bivio, con uno schioppo lungo come una pertica ad armacollo.

— Chi viva? — gridò costui.

— Viva il Re! — rispose Devalle.

— Già — ripigliò l’uomo: — viva il Re! Adesso gridano: viva il Re anche quelli che la settimana passata gridavano: viva la Repubblica.