«Vi prego di salutare Mazel, e di partecipare a Massimo, per sua regola, che lo attendo a Torino nel più breve tempo possibile, poichè da un momento all’altro si può avere bisogno di lui.

«Son tutto vostro
«Annibale Claris».

VI.

— Liana! — disse Ughes, ritto sull’uscio. — Se tu vedessi che nuvola! Sembra un animale favoloso: un drago, un grifone. Era bruna e adesso s’è fatta di fuoco; tutta di fuoco sur un cielo verdognolo... Un brutto cielo anche, un cielo da cataclisma.

Liana si avvicinò pian piano, gli venne a fianco senza aprir bocca.

Ughes voltò subito il viso e la guardò attentamente.

— Tu non ti senti bene? — chies’egli.

— Benissimo — rispose Liana.

— Tu hai qualche cosa?

— Ti assicuro che non ho niente.