— Oh questa è bella! Mi spiegherai almeno l’enigma.

— Impossibile! Come vuoi spiegare?... La stessa cosa che oggi vi cagiona un effetto nel cuore o nello spirito, te ne cagionerebbe un altro domani... Alle volte si sente come un urto, o solo un contatto leggiero... Di chi? Di che? Non si sa, non si capisce, non se ne può ragionare, eppure vi resta nell’anima una malinconia, un’uggia tenace e confusa... Anche tu, un momento fa, mentre guardavi il cielo, hai avuto un brivido come quando si dice che passa la Morte. Ho visto benissimo... E adesso vado, per non far tardi.

Rientrò nel salotto.

Ughes stette un momento con la fronte aggrinzata, come per una contrazione dolorosa, poi si voltò:

— Sono ancor qui! — disse Liana, con voce soffocata. — Sono ancor qui!

E gli si slanciò nelle braccia.

Le loro anime, in quel punto, si unirono come due fiamme accostate, si trasfusero l’una nell’altra, formarono un’anima sola. Dopo un abbraccio lungo, appassionato, che pareva non dovesse finir più, si separarono quasi bruscamente, senza articolare parola.

Ughes saltò giù dalla soglia, andò a sedere in faccia alla finestra di sua moglie, sotto il cipresso ch’era dietro alla casa. Un non so che di vivo, di forte saliva dal petto alla gola, agli occhi e glieli inumidiva. Li chiuse per assaporare più intensamente la sensazione inenarrabile; quando li riaprì, la finestra era illuminata. Liana era là; Liana eternamente sua. Che bene puro e verace! Che campo immenso si apriva davanti a lui giovane, forte, libero e felice!

Immaginava l’avvenire. Dove sono uomini, son guai, contrasti, dolori: si sentiva pronto ad affrontar tutto, a sopportar tutto. Lotte contro vecchi pregiudizi, vecchi errori, vecchi sistemi; lotte contro i profanatori del tempio, contro gli smoderati distributori di specifici senza sufficienti cognizioni scientifiche e senza raziocinio. I suoi antichi compagni di studi lo guardavano meravigliati, poi cominciavano a disapprovare, a schernire. I medici vecchi sogghignavano e alzavano le spalle. Si trovava anche chi gli buttava addosso fango ed ingiurie... Era una vita laboriosa, piena d’ansie e di timori, ma quanto viva di liete speranze! — Liana non gli stava forse sempre vicino? Si sentiva stanco, scorato, abbattuto? Una sua parola, una carezza, e il sangue tornava a scorrer caldo nel cervello e nel cuore. Avanti, avanti, avanti! E finalmente riusciva a vincer la prova. Non poteva determinare ancora in che dovesse consistere la sua vittoria. In una scoperta destinata a salvare migliaia, milioni forse di vite? Oppure in una nuova dottrina saldamente fondata nei suoi principii, validamente sostenuta dall’esperienza e dalla pratica, applicata con prudenza e con senno, proclamata con alta e sicura parola?

Si concentrò tutto in cotesti pensieri.