La campana parrocchiale suonava festosamente mezzogiorno. Ughes entrava in casa dal cortile, mentre Liana scendeva la scala.
— Bravo! — diss’ella con accento di rimprovero — stamattina non mi hai neppur salutata.
— Non è la prima volta — rispose il medico, passando nel salottino da pranzo.
— Appunto per questo! — replicò la signora, seguendolo.
— Era presto e tu dormivi come una marmottina. — Ughes posò sulla tavola apparecchiata un involtino e riprese: — Guarda, t’ho portato le paste sfoglie fresche fresche da Racconigi. E con garbo, sai, non ne troverai una guasta.
— Da Racconigi! — esclamò Liana. — Che sei andato a fare laggiù?
— A comprarti le paste.
— Oh! figuriamoci.
Il medico fece una risata e andò a sedere sul canapè.
— Eh già — fece egli — da Murello a Racconigi non è la via dell’orto. A queste solate, poi... Ma infine, sapevo di farti piacere.