— Bene: sai che sia già collocato?
— Non saprei proprio.
— Perchè, se fosse ancor libero, forse mi deciderei a mandare a spasso Chambery, che oramai è vecchio... Pettina bene quel giovinotto.
— Benissimo, ma è una canaglia.
— Non importa, purchè faccia il servizio. Dove vai?
— A dar un’occhiata in scuderia.
— Bada che a momenti si suonerà per la messa; non allontanarti, eh!
Rimasto di nuovo solo, il cavaliere guardò l’orologio. Cospetto! era impossibile che l’amabil contessa non fosse desta ed alzata. Non scendeva perchè forse ignorava tuttora il suo ritorno. Allora escogitò un modo delicato e sottile di avvertirla della sua presenza e manifestarle nel tempo stesso la smania ch’egli aveva di rivederla. Sedette al cembalo, crollò le mani per liberarle dai pizzi, poi, accompagnandosi, cantò modulatamente un motivino patetico, che egli giudicava dovesse suscitare, nel cuore di colei che lo udiva, un subisso d’affetti.
Com’ebbe finito andò per vedere se mai don Bonhomine fosse già nella cappella, il cui uscio privato si apriva di fianco alla scala. Ed ecco che subitamente un fruscio di serica veste gli fece balzare il cuore dalla gioia. La sua signora, la sua regina, scendeva appoggiata al braccio della secca compagna: scendeva con la testa alta, leggermente inclinata a diritta sur un collo vezzoso e sottile, come quello di Maria Antonietta. Anche negli occhi, nel naso, nella bocca ella ricordava alcun poco l’altera figlia di Maria Teresa. Aveva poi la dignità e la venustà del portamento propria alle dame dell’antico regime.
Mazel, immobile, l’ammirava a tutto potere; un lieve sorriso, ch’ella gli schiuse guardandolo, lo scosse; salì ad incontrarla e presale la mano, vi accostò una, due, tre volte le labbra, accompagnando l’atto con un gemito sordo, che esprimeva bramosia, tenerezza, riconoscenza, beatitudine. La condusse quindi, senza lasciar le sue dita, alla sala da pranzo, ove sedettero di fronte. La damigella di compagnia posò sulla tavola un libro e un ventaglio e si ritirò. Intanto, da un altr’uscio, entrò un domestico con tutto il servito da cioccolata.