— Dio gliene renda merito — diss’ella. — Lei mi ha fatto una vera carità. E adesso, se non fossi indiscreta...
— Dica, dica! — esclamò il giovane, premurosamente.
— Non ci sarebbe per caso un medico fra quei signori?
— Ma guardi che combinazione! Io stesso... dottor Boschis, ai suoi comandi.
— Il suo nome non mi è nuovo. Credo d’averlo sentito pronunziar da mio marito, il medico Ughes.
— Ah! — fece il giovane, con un cotal atto trascurato. — Ughes, Luigi Ughes... Certo che mi conosce: siamo stati compagni di scuola.
Liana gli piantò gli occhi in viso.
— Ecco! — diss’ella. — E m’immagino che si saranno trovati insieme anche altre volte. Ultimamente mio marito è venuto a Racconigi, chiamato a consulto. Non era per caso lei il medico curante?
— No, signora...
— Eppure... Basta non importa. Non saprebbe dirmi a chi potrei rivolgermi per averne notizia? Non so più nulla di lui da quattro giorni. È andato via così... una mattina, molto per tempo, e non è più tornato. Mi contenterei di poco: saper che sta bene, e poi...