— Boh, che tanfo malefico!
Ficcò il pollice e l’indice nel taschino della sottoveste, frugò, trasse un gingillo d’oro che, appena schiuso, gli creò intorno una squisita atmosfera olezzante. Osservando la donna amata, gli parve che anch’essa respirasse a fatica: aveva le labbra semi-aperte e lavorava assai di ventaglio.
— Ehee! — pensò egli — lo so bene che si soffoca. Ma perchè stringersi anche nel busto a quel modo?... Per me forse? Poverina!
Poteva sì o no proporle d’uscire un pochino? — No: ella avrebbe sopportato qualunque disagio prima che mancare a un dovere verso Dio; e poi appunto in quel momento la vide curvarsi sul banco e coprirsi il viso con le mani, come per raccogliersi in più intima e fervorosa orazione.
— E come prega! — seguitava tra sè il cavaliere. — Uhm! non sarà per Annibale certo: hanno stanze, villeggiatura, tavola, servitori, carrozza, tutto a parte... Pregherà per suo figlio... o per sè stessa... Poverina, poverina!
Sì sì, doveva esser così: la contessa implorava dall’Eterno Dispensatore d’ogni grazia una dilazione, una sosta nell’inesorabile fuga del tempo. Ella soffriva di sentirsi invecchiare, temendo forse di veder intiepidire quell’adorazione che le era sì accetta, sì preziosa, indispensabile, forse!
Mazel provò un senso di commiserazione profonda. Il caro nodo durava oramai da molti anni. Egli era il cavaliere servente legittimo, accettato e stipulato per contratto matrimoniale; il marito l’aveva sempre trattato con molto riguardo; gli amici e gli affini, con gran deferenza; nel bel mondo era stato proposto molte volte come esempio. Infatti, cospetto! egli poteva vantarsi d’aver osservato scrupolosamente tutti i patti, d’aver atteso sempre con ogni sollecitudine al suo ufficio. Si sentiva senza paura, senza macchia, disposto a perseverare. Oh Dio, sì, dispostissimo!
E affissandosi nella sua dolcissima fiamma, rinnovò solennemente il suo giuramento di fedeltà.
S’udì il campanello dell’elevazione. La contessa non si mosse.
Mazel si stupì. Un momento dopo la vide che si abbandonava tutta, languidamente a sinistra. Si rimescolò, si slanciò: fu appena in tempo a sorreggerla.