Anche a Torino, egli passava una parte della mattina a scriver lettere. Benchè laureato in legge, Oliveri non aveva mai esercitata l’avvocatura, preferendo applicarsi agli studi letterari, storici e filosofici; e viaggiare. Aveva una copiosa libreria; amicizie e relazioni con molti dei migliori ingegni del Piemonte.
— Ecco — diceva Liana fra sè — ecco come ha pensato a me! Egli ha già preso le sue abitudini... Oh Signore! Soccorretemi voi! Non ho un cuore in cui versare il mio, non un aiuto, non un conforto! — E ripeteva a sè stessa una domanda già fatta altre volte: ogni volta che si trovava alle prese col carattere di suo padre. Era così per la forza della ragione, o per ottusità di affetti? Era ponderato e tranquillo? Od era freddo e insensibile?
L’avvocato ricominciò a sorridere, questo significava che egli era per terminare. Firmò, piegò, fece l’indirizzo e collocò la lettera accanto alle altre.
— Ho scritto a Biella — diss’egli, fregandosi lietamente le mani, — Novara, Vercelli, Asti, Mondovì, pregando tutti i miei amici, di mandarmi ragguagli su quanto accade, o quanto sarà per accadere. Sta tranquilla che mi sono spiegato in modo da farmi capire. Se tuo marito si trova in una di queste città, lo sapremo. Nei luoghi più vicini, andrò io con la vostra scorratta. Va bene così? Se poi, malgrado tutto quel che si farà, non si saprà nulla di lui ancora per qualche giorno, non ti dovrai turbare.
— Oh babbo! — esclamò Liana, dolorosamente.
— Senti: potrebbe aver avuto una missione, un mandato dai capi del suo partito. Credi tu che non ne abbiano dei capi? Che siano tutti liberi ed uguali perchè parlano di libertà e di uguaglianza? Potrebbe essere in Liguria o in Lombardia, ove sono rifugiati tutti i principali mestatori.
— Perchè non mi ha avvertita? — domandò Liana, con infinita amarezza. — Perchè non mi ha scritto?
— Avrà promesso il segreto; avrà giurato di non dir nulla a nessuno, pena la vita. Del resto poi queste son tutte ipotesi. Non mi stupirei niente affatto di vederlo ricomparire qui un momento o l’altro, fresco come una rosa. Chi sa mai? E se il segreto, invece d’esser politico, riguardasse la sua professione? Il caso sarebbe tutt’altro che nuovo.
La giornata passò assai tranquilla; Oliveri passeggiò, meditò, desinò con appetito, scrisse due altre lettere dopo il sonnerello pomeridiano, poi uscì per dar un’occhiata al paese.
Il parroco e il notaio, informati del suo arrivo, vennero subito dopo cena. L’avvocato e sua figlia erano ancora a tavola. La conoscenza fu presto fatta; Menica arrivò coi bicchieri e la conversazione s’avviò. Si parlò un poco del caldo, della siccità che cominciava a farsi grave.