— Mi sanno dire se la resistenza è stata accanita? Se si son fatti molti arresti? Ricordano per caso il nome di chi comandava la regia truppa? C’era solamente la fanteria, o anche un po’ di cavalleria?

Rientrò subito.

— Niente — diss’egli a Liana, — non sanno proprio altro.

Liana aveva il viso nascosto tra le mani. Oliveri contemplò un poco i folti capelli dorati, fregandosi dolcemente le ciglia come per non lasciarle aggrottare.

— Di che cosa hai paura? — susurrò poi. — Tuo marito non era mica a Racconigi?

Liana si riscosse, raccontò concitatamente a suo padre la visione avuta; come avesse creduto di veder Luigi entrare in un portone, e non fosse riuscita nè a rivederlo, nè ad accertarsi che si era ingannata.

Oliveri ascoltò attentamente, pensoso, ma non turbato; come al solito, si sarebbe detto che udiva una cosa semplice, ovvia, ch’egli aveva perfin preveduta.

— Ho capito — disse poi. — E con questo io vado a letto.

Liana si sentì stringere il cuore: conosceva suo padre, ma non si sarebbe aspettata in simile circostanza, tanta freddezza. Si alzò per accompagnarlo, come la sera prima.

— Si va a dormire all’ora delle galline — diceva Oliveri, salendo la scala, — ma che farci? Ieri sera ero stanco, domani mi dovrò alzar presto...