Andrea (opponendosi). Se lei passa la soglia, casca nelle mani dei soldati, e allora è finita.

Cav. (con impazienza). Oh in nome di Dio!...

Andrea (opponendosi ancora). La prego...

Clara. Vittorio! Andrea! Non voglio vedervi l’un contro l’altro così.

Andrea. Non perdiamo tempo. O l’uno o l’altro, dunque...

Cav. E vorreste andar voi?

Andrea. O l’uno o l’altro! Pensiamo, qual dei due sacrifizi è il più utile. Lei deve vivere. In questi momenti ne ha il dovere: il suo nome rappresenta secoli di onore, di valore, di gloria...

Cav. (con ironia). È per questo che dovrei lasciarvi assassinare al mio posto?!

Andrea (continuando). Di là dal mare, vi è chi aspetta. Il suo esilio sta per finire. Ricuperato il regno, guai se non potrà chiamare a sè, stringersi intorno tutti i fedeli, tutti gli amici! Lasci ch’io contribuisca a conservargliene uno, e dei migliori. Sono solo, signore, non ho famiglia, non ho nè speranze, nè gioie, ed è così poca cosa la mia vita!... (A Clara). Lo prego, m’aiuti lei a persuaderlo.

Clara (addoloratissima). Io? Perchè? Non voglio perdervi, io... Cerchiamo, cerchiamo, approfittiamo di questo respiro... (ai due che si scostano alquanto). Ma no! Venite qui, tutti e due, vicino a me... E cercate, voialtri che siete uomini, che siete forti e coraggiosi. Io soffro troppo, non posso pensare. (Giungendo le mani affannosamente). Pregherò, ecco; pregherò perchè non muoia nessuno.