Andrea (dolcemente, insistendo). Ma se non mi spaventa la morte! Vado alla pace, al riposo. E mi porto nel cuore un conforto, così grande, così bello: la certezza di vivere nella vostra memoria... (Fa due o tre passi verso l’uscio).

Cav. (con autorità). Fermo! Verranno a cercarci. Non precipitiamo, qualche cosa sarà.

Clara (attaccandosi a queste parole). È vero, è vero: aspettiamo. Chi sa! Chi lo sa cosa può accadere! (Dopo un silenzio, con un grido). Vittorio! Andrea! E... e se non venissero più?!

Cav. (sorpreso). Perchè?

Clara. Se l’uffiziale, o mosso a pietà, o che so io... non so insomma, ci avesse lasciati così per... per darci il modo...

Cav. (correndo al terrazzino). Non è possibile!... Eh no: guardate.

Clara (che lo ha seguito). È vero! Sentinelle per tutto.

Cav. (indicando in lontano). Se mai, la salvezza potrebbe venir di là. Da Priasco.

Clara. Sì, sì, un miracolo!

Cav. I contadini mi amano, mi adorano. Pensate, se mi sapessero qui, se avessi potuto avvertirli! (Smaniando). Oh esser là, farli entrar nella macchia, arrivare in silenzio fino al giardino, e piombar su costoro come l’ira di Dio!